Scheda Generale
NOME:
Riso / Oryza sativa
SPECIE:
Pianta della famiglia poacee (Oryza sativa), originaria dell’Asia sud-orientale. Il #riso, come il frumento, è una graminacea a ciclo annuale: viene seminata in primavera e matura, secondo le varietà, fra Settembre e Ottobre.
La pianta raggiunge un'altezza di 80-150 cm e in media impiega circa 5 mesi per giungere a maturazione.
SEME:
La pianta del riso nasce dal seme, detto anche chicco o cariosside, che costituisce il frutto di questa specie vegetale.
Il seme del riso è un embrione e contiene tutti i minerali dei quali la pianta ha bisogno nella prima fase dei crescita.
RADICI:
Con la fase di germinazione, le radici si allungano verso il basso e fissano la pianta al terreno e contemporaneamente lo stelo si allunga verso l'alto.
FOGLIA:
La foglia è ricoperta da peli corti e rigidi. Dopo la fioritura, ogni culmo è formato da 4-7 foglie. L’ultima foglia è chiamata bandiera, o foglia paniculare.
PANNOCCHIA:
Durante il periodo estivo la pianta emette un'infiorescenza, la pannocchia o panicolo (che spesso viene impropriamente chiamata "spiga").
Ogni pannocchia contiene 100-150 spighette.
FIORE:
Presenta 6 stami e un ovario con stimma a 2 lobi piumosi. Si trova alla sommità della pannocchia e si schiude circa 90 giorni dopo la germinazione del seme. Ogni fiore si trasforma a sua volta in un seme.
FIORITURA:
Il frutto è una cariosside allungata, ellissoidale la quale, una volta giunta a maturazione, si stacca insieme con le glumette
VARIETA’:
La famiglia della Oryza sativa è composta da tre sottospecie: indica, japonica e javanica. La prima specie presenta cariosside lunga e stretta ed è coltivata in paesi della fascia equatoriale; la specie javanica, viene coltivata nella zona indonesiana e presenta una taglia alta e ampie foglie. Infine la specie japonica, è caratterizzata da cariossidi corte e tonde ed è coltivata nelle aree a clima temperato. Una ulteriore classificazione deriva dall’habitat e dal sistema di coltivazione utilizzato. Il riso infatti può essere classificato in: riso irriguo, quando è coltivato in pianura con campi livellati e delimitati da argini; riso di montagna o pluviale, quando occupa aree collinose o pendii e riso flottante, che utilizza le aree adiacenti agli alvei dei fiumi tropicali, soggette alle esondazioni. I risi irrigui sono coltivati grazie alla formazione di uno strato di acqua di alcuni centimetri ed è la tipologia che fornisce le produzioni più elevate (fino a oltre 10 t per ettaro) mentre i risi pluviali vengono estesamente coltivati ma forniscono produzioni modeste e incostanti. Il riso italiano si suddivide in quattro gruppi – comune o originario, semifino, fino e superfino. Il punto di riferimento per la classificazione del riso è, in ogni caso, la normativa europea la quale distingue: riso tondo (lungo fino a 5,2 mm), medio (da 5,2 a 6 mm), lungo A (oltre i 6 mm ma con una forma tozza), lungo B (oltre i 6 mm ma con una forma affusolata).
Se si osserva la distinzione in base alla varietà troviamo:
• Carnaroli
• Arborio
• Vialone nano
• S. Andrea
• Padano
• Baldo
• Ribe Parboiled
• Thaibonnet Parboiled
• Originario o comune (varietà Balilla)